Corso di Comunicazione e relazioni interpersonali a Monza

Corso di Comunicazione e relazioni interpersonali a Monza
Corso di Comunicazione e relazioni interpersonali a Monza

5 incontri e 10.0 ore di lezione a 89

Un corso per imparare a relazionarsi. Un percorso per imparare a comunicare e ad entrare in sintonia con gli altri.
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Benvenuto al corso di Comunicazione e relazioni interpersonali a Monza!

In un mondo sempre più interconnesso, la capacità di comunicare efficacemente e di sviluppare relazioni significative è diventata fondamentale per il successo personale e professionale. Questo corso è progettato per fornirvi gli strumenti e le competenze necessarie per muoversi con fiducia nei vari contesti di comunicazione e per coltivare relazioni positive con gli altri.

Contenuti e Programma

Strategie Relazionali:
Nella nostra vita quotidiana e professionale, le relazioni sono fondamentali. Esploreremo strategie per costruire e mantenere relazioni positive e produttive. Dall’ascolto attivo alla gestione dei conflitti, impareremo a coltivare legami significativi che favoriscano la collaborazione e il successo reciproco.

Comunicazione Verbale e Non Verbale:
La comunicazione va oltre le parole che pronunciamo. Esploriamo i sottili segnali del linguaggio del corpo, i toni della voce e le espressioni facciali che comunicano messaggi potenti anche senza dire una parola. Impariamo a leggere e interpretare questi segnali per migliorare la nostra capacità di comunicare in modo efficace e autentico.

Vincere Senza Combattere:
La vera forza risiede nella capacità di risolvere i conflitti in modo pacifico e costruttivo. Scopriremo come negoziare e gestire situazioni difficili senza compromettere la nostra integrità o danneggiare le relazioni. Impareremo a trovare soluzioni creative che soddisfino le esigenze di tutte le parti coinvolte usando strategie mutuate dalle psicologie orientali.

L’Arte di Fare Domande:
Chi domanda comanda! Le domande sono uno strumento potente per comprendere gli altri, approfondire le relazioni e risolvere i problemi. Esploreremo le tecniche per formulare domande efficaci e significative, che guidino la conversazione e portino alla scoperta di nuove prospettive e soluzioni.

L’Ascolto e la Risposta Vincente:
Spesso, la chiave del successo risiede nella capacità di rispondere in modo appropriato alle situazioni. Esamineremo come gestire le critiche, fornire feedback costruttivo e comunicare in modo assertivo. Impareremo a rispondere con fiducia e saggezza, trasformando sfide in opportunità di crescita e miglioramento.

 

Il gruppo per questo corso in presenza sarà a numero chiuso fino ad un massimo di 18 partecipanti.

Per tutti i nostri corsi rilasciamo un attestato di partecipazione in formato digitale che sarà possibile scaricare dal sito internet una volta terminate le lezioni.

Remo Bernardi

Io & Gli altri

Da oltre 25 anni lavora come formatore e consulente.
È Morfopsicologo secondo la scuola francese di Louis Corman, la Societé Française de Morphopsycologie di Parigi. Ha conseguito il titolo di Master in Programmazione Neuro Linguistica presso l’Istituto italiano di Pnl Meta ed ha studiato Ipnosi Ericksoniana presso il Milton Erickson Institute di Torino.

Si è diplomato in Filosofia Orientale e Comparata presso la scuola superiore di Filosofia Orientale di Rimini.
Lavora come formatore per importanti aziende multinazionali, dove insegna tecniche di comunicazione efficace, strategica e di negoziazione.
Ha maturato un’esperienza oltre 8000 ore di formazione in aula.
Nel 2015 è stato docente presso l’Università degli Studi di Milano, al corso di laurea in Infermieristica dove ha insegnato: i modelli diagnostici comunicativi efficaci e strategici, tra infermiere-paziente-famiglia.

In ambito sportivo è MentalCoach di atleti campioni del mondo e Ironman per lo sviluppo di motivazione, concentrazione e resilienza.
Ha svolto oltre 5000 sessioni di coaching. È iscritto all’A.I.C.P. (Associazione Italiana Coach Professionisti) Tessera N°605

Conduce gruppi e tiene corsi di meditazione e Filosofia Orientale.

È ricercatore nel campo dell’intelligenza artificiale (lettura di onde cerebrali-pensiero-ipnosi e interazione con Mobile Internet Device) e nella Captologia (persuasione tramite siti web e strumenti tecnologici-informatici)

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Eurohotel-Sala Berlino
Via Monza, 27 Concorezzo  Monza

Il prezzo totale del corso è di 89 € per persona.

Puoi pagare in uno dei seguenti modi:

  • Con bonifico bancario
  • Con Satispay
  • Con Carta di credito
  • Con Scalapay in 3 rate senza interessi

Qualche giorno prima dell'inizio ti invieremo una mail con tutti i dettagli per il primo incontro e per il pagamento.

Hai ulteriori domande? Consulta la sezione F.A.Q. oppure inviaci una mail all'indirizzo corsi@iltemporitrovato.org

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Dal corso...

Corso di Comunicazione e relazioni interpersonali
Monza / 7 Maggio 2024

L'idea di sé che viene dagli altri Mentre rientravano a casa al termine di una festa mondana un Sufi chiese alla moglie molto vanitosa: «Moglie mia, ti ha mai detto nessuno che sei meravigliosa e seducente?» A quelle parole la moglie volò al settimo cielo. Si sentì inorgoglita di tale inaspettata attenzione e, con un sorriso malizioso sulla labbra, rispose: «Mi chiedo il perché nessuno me l'abbia mai detto». «E allora cos'è che te lo fa pensare?», concluse lapidariamente il marito. Il dito e la luna G.Magi

Remo

Corso di Comunicazione e relazioni interpersonali
Monza / 7 Maggio 2024

«La prima metà della vita, che comprende, diciamo, i primi 35, 36 anni, è il periodo in cui di solito l’individuo si espande nel mondo. E’ come un corpo celeste che esplode, i cui frammenti si disperdono per lo spazio, coprendo distanze sempre più grandi. Allo stesso modo si espande il nostro orizzonte mentale: i desideri e le aspettative, l’ambizione, la voglia di conquistare il mondo e di vivere continuano a espandersi, finché non arriviamo alla metà della vita. Un uomo che dopo i quarant’anni non abbia raggiunto nella vita la posizione che aveva sognato cade facilmente preda di un senso di delusione. Di qui la straordinaria frequenza delle depressioni dopo i quarant’anni. Quella è una svolta decisiva; e quando si studia la produttività di grandi artisti, per esempio di Nietzsche, si scopre che spesso all’inizio della seconda metà della vita la loro creatività cambia i modi di espressione. Nietzsche, appunto, incominciò a scrivere Così parlò Zarathustra, che è la sua opera maggiore e si discosta nettamente da tutto ciò che aveva scritto prima e che avrebbe scritto in seguito, quando aveva tra i fra i trentasette e i trentotto anni. E’ quello il momento critico. Nella seconda metà della vitaci si comincia a interrogare. O meglio, no: si cerca di evitare tali interrogativi, ma qualcosa dentro di noi se li pone, e a noi non piace udire quella voce che chiede: “Qual’è la meta?”. E poi: E adesso, dove andrai?”. Da giovani si pensa, quando si raggiunge una data posizione: “E’ ciò che voglio”. La meta sembra essere sempre in vista. Si pensa: “Mi sposerò, e poi raggiungerò la tal posizione, e guadagnerò un mucchio di soldi, e poi chissà che altro”. Supponiamo che abbiamo raggiunto tutto questo, ecco che si presenta una nuova domanda. “E adesso?” Mi interessa davvero continuare così per sempre, fare per sempre la stessa cosa; o quello che vorrei è una meta meravigliosa e affascinante, come l’avevo da giovane?”. E la risposta è: “Ebbene davanti a me non c’è nulla. Che cosa c’è davanti a me? La morte”. Questo pensiero è increscioso, vedete; estremamente increscioso. Dunque sembra che la seconda metà della vita sia assolutamente priva di scopo. Ma voi sapete qual’è la risposta; da tempi immemorabili conosce la risposta: “Ebbene, la morte è una meta; il fine al quale guardiamo e per il quale lavoriamo”: Le religioni, le grandi religioni, sono sistemi volti a preparare la seconda metà della vita per il fine, la meta, propri di questa seconda parte dell’esistenza. Una volta, con l’aiuto di amici, distribuii un questionario senza che si sapesse che ne ero io l’estensore. Mi era stata posta la domanda: “Perché la gente preferisce rivolgersi al medico anziché al prete per confessarsi?”. Io dubitavo che fosse poi vero che la gente preferisce rivolgersi a un medico, e volevo sapere che cosa avrebbe risposto il pubblico in generale. Per caso il questionario capitò nelle mani di un cinese, e la sua risposta fu: “Da giovane vado dal medico, da vecchio vado dal filosofo”. Ecco, vedete, questa risposta chiarisce bene la differenza: quando si è giovani, si vive nell’espansione, si conquista il mondo; quando si invecchia, si incomincia a riflettere.» Carl Gustav Jung Jung parla. Interviste e incontri. pag 151

Remo

Corso di Comunicazione e relazioni interpersonali
Monza / 7 Maggio 2024

Sei minatori lavoravano in una galleria molto profonda estraendo minerali dalle viscere della Terra. All'improvviso, un crollo li lasciò isolati, sigillando l'uscita del tunnel. Si guardarono l'un l'altro in silenzio. Con un'occhiata valutare la situazione. Con la loro esperienza capirono subito che il grosso problema sarebbe stato l'ossigeno. Se tutto andava bene rimanevano loro tre ore d'aria, tre ore e mezza al massimo. Molta gente fuori sapeva che erano intrappolati li, ma un crollo come quello significava perforare di nuovo la miniera per riuscire a salvarli. Avevano tempo a sufficienza? All'interno gli esperti minatori decisero di risparmiare più ossigeno possibile. Si misero d'accordo per consumare quanto meno potevano, spensero le lampade che avevano portato e si distesero a terra in silenzio. Ammutoliti per la situazione e immobili nell'oscurità era difficile calcolare il passare del tempo. Per caso solo uno di loro aveva l'orologio. Tutti gli domandavano: «Quanto tempo è passato?», «Quanto manca?», «E adesso?». Il tempo si allungava, ogni due minuti sembrava fosse passata un'ora, e la disperazione di fronte a ogni risposta pesava anche più della tensione. Il capo dei minatori capì che continuando cosi, l'ansia li avrebbe fatti respirare più rapidamente e che questo li poteva uccidere. Quindi diede ordine che soltanto quello che aveva l'orologio controllasse il passare del tempo. Nessuno doveva fare altre domande, lui avrebbe avvisato tutti ogni mezz'ora. Eseguendo l'ordine, l'uomo che controllava l'orologio, trascor sa la prima mezz'ora, disse: «È passata mezz'ora». Ci fu un mormorio fra loro e l'angoscia si sentiva nell'aria. L'uomo dell'orologio si rese conto che sarebbe diventato sempre più difficile comunicare loro che si avvicinava la fine. Senza consultare nessuno stabili che non si meritano di morire soffrendo. Così la volta successiva quando comunicò che era passata mezz'ora, in realtà erano trascorsi quarantacinque minuti. Non c'era modo di notare la differenza, cosicché nessuno sospettò nulla. Visto il successo dell'inganno, diede la terza informazione qua si un'ora dopo. Gli altri cinque credettero che fosse trascorsa, in totale, un'ora e mezza, e tutti pensarono che il tempo tra scorreva davvero molto lentamente. L'uomo con l'orologio continuò così e ogni ora comunicava che era passata mezz'ora. La squadra incaricata di liberarli sapeva dov'erano intrappolati e che sarebbe stato difficile riuscire a raggiungere il punto prima di quattro ore. Arrivarono dopo quattro ore e mezzo. La cosa più probabile era trovare i sei minatori morti. Ne trovarono vivi cinque. Solo uno era morto asfissiato... quello che aveva l'orologio. Jorge Bucay

Remo