3 incontri e 12.0 ore di lezione a 109 €
Benvenuti al corso avanzato di Public speaking a Bergamo!
Saper parlare in pubblico è un’abilità che si può apprendere! Grazie ad una serie di esercizi e di accorgimenti, è possibile diventare abili comunicatori, in grado di trasmettere il messaggio desiderato in modo efficace, appassionando gli ascoltatori. L’obiettivo del corso è quello di far apprendere le metodologie e tecniche per migliorare: la preparazione del discorso, l’organizzazione dei modelli comunicativi, di presentazione, la gestione della tensione da prestazione, la capacità di creare empatia e relazione tra il pubblico.
Il modulo avanzato di public speaking a Bergamo è rivolto a chi desidera sviluppare la capacità di gestire uno speech in occasioni pubbliche quali riunioni, lezioni, convegni, dibattiti, presentazioni etc…
Programma:
Da oltre 25 anni lavora come formatore e consulente.
È Morfopsicologo secondo la scuola francese di Louis Corman, la Societé Française de Morphopsycologie di Parigi. Ha conseguito il titolo di Master in Programmazione Neuro Linguistica presso l’Istituto italiano di Pnl Meta ed ha studiato Ipnosi Ericksoniana presso il Milton Erickson Institute di Torino.
Si è diplomato in Filosofia Orientale e Comparata presso la scuola superiore di Filosofia Orientale di Rimini.
Lavora come formatore per importanti aziende multinazionali, dove insegna tecniche di comunicazione efficace, strategica e di negoziazione.
Ha maturato un’esperienza oltre 8000 ore di formazione in aula.
Nel 2015 è stato docente presso l’Università degli Studi di Milano, al corso di laurea in Infermieristica dove ha insegnato: i modelli diagnostici comunicativi efficaci e strategici, tra infermiere-paziente-famiglia.
In ambito sportivo è MentalCoach di atleti campioni del mondo e Ironman per lo sviluppo di motivazione, concentrazione e resilienza.
Ha svolto oltre 5000 sessioni di coaching. È iscritto all’A.I.C.P. (Associazione Italiana Coach Professionisti) Tessera N°605
Conduce gruppi e tiene corsi di meditazione, mindfulness e Filosofia Orientale.
È ricercatore nel campo dell’intelligenza artificiale (lettura di onde cerebrali-pensiero-ipnosi e interazione con Mobile Internet Device) e nella Captologia (persuasione tramite siti web e strumenti tecnologici-informatici)
Il prezzo totale del corso è di 109 € per persona.
Puoi pagare in uno dei seguenti modi:
Qualche giorno prima dell'inizio ti invieremo una mail con tutti i dettagli per il primo incontro e per il pagamento.
Hai ulteriori domande? Consulta la sezione F.A.Q. oppure inviaci una mail all'indirizzo corsi@iltemporitrovato.org
3 incontri e 12.0 ore di lezione a 109 €
Scopri le date RegalaÈ importante sapersi ritirare in se stessi: un eccessivo contatto con gli altri, spesso così dissimili da noi, disturba il nostro ordine interiore, riaccende passioni assopite, inasprisce tutto ciò che nell’animo vi è di debole o di non ancora perfettamente guarito. Vanno opportunamente alternate le due dimensioni della solitudine e della socialità: la prima ci fa farà provare nostalgia dei nostri simili, l’altra di noi stessi; in questo modo, l’una sarà proficuo rimedio dell’altra. La solitudine guarirà l’avversione alla folla, la folla cancellerà il tedio della solitudine. Seneca, De tranquillitate animi
RemoQuando il carattere di un uomo ti sembra indecifrabile, guarda i suoi amici. Adagio giapponese
RemoPotremmo fare una specie di battuta di caccia di quella cosa tanto preziosa che è l’Io. Io è diventata la parola con la quale esprimiamo i desideri, le delusioni, i progetti, le speranze più variegate, le sensazioni fisiche, le malattie, i piaceri, i piani, il risentimento, la tenerezza, il gusto per la pizza, la avversione per l’odore del gorgonzola. Da sempre abbiamo legato questa parolina alla moltitudine dei nostri stati d’animo, apparentemente nulla si compie senza questa parolina quindi noi vogliamo sapere dove si trova questo io, questa è la battuta di caccia: esiste, dove si trova, come riconoscerlo? Non è semplice da localizzare e da autenticare, per esempio si trova nel nostro nome? No, perché il nome può cambiare senza che l’ego cambi, eppure quante persone si identificano con il proprio nome e quanti si identificano con i titoli che lo precedono, basta guardare certi bigliettini da visita, ma è chiaro che l’io non può essere nel nome. Allora noi ci domandiamo l’io si trova nel nostro corpo? A ben guardare no, anche se l’io ha molto a che fare con il corpo al punto che si potrebbe dire che senza il corpo non c’è l’io, ma l’io non si trova nel corpo e perché? Perché nessuna delle mie cellule sopravvive a distanza di qualche anno al massimo, quindi nessun elemento del nostro corpo è rimasto identico nel tempo. E’ semplice da appurare, basta osservare una nostra fotografia di qualche anno fa. Tutto cambia, ma non i nostri ricordi; meglio, non la nostra coscienza di essere sempre lo stesso, non cambia l’idea di essere sempre identico nonostante i cambiamenti, ma anche in questo campo non riusciremo a trovare l’io. Quello che riusciremo a trovare sono solo pensieri, delle sequenze, dei ricordi, delle associazioni di idee, delle immagini, dei desideri che nascondono ciò che noi chiamiamo io. Quindi l’io non è né qualcosa, né qualcuno, io non sono il mio corpo, io non sono quello che faccio, io non sono quello che posseggo, io non sono i rapporti che ho, io non sono neppure i miei pensieri, io non sono neppure le mie esperienze, cioè io non sono quell’io a cui tanto si tiene. Quindi l’io, l’ego non è una realtà ontologica è un’istituzione sociale, è un costrutto contingente che risponde a fini pratici e quando ne prendiamo atto siamo come presi da un senso di leggerezza, non siamo più schiacciati da uno spirito di gravità e allora può capitare di voler condividere con gli altri questo stato dell’essere e rivelare la buona novella: puoi vivere senza la stima altrui, puoi vivere senza la tua stessa stima, puoi non dipendere da nessuno, lascia perdere l’immagine che hai di te stesso. Ecco che allora, se non ci sbattono la porta in faccia, avremo delle sgradevoli sorprese. Può essere che ci domandino ‘quindi in base a quello che tu dici io posso anche rubare? Io posso uccidere? e allora queste domande ci sgomenteranno. Dunque è questo il desiderio che si agita nel cuore dell’uomo e allora si starà zitti. E’ meglio che tanti camminino curvi sotto il peso della propria immagine, del rispetto di sé, se è quel peso che li trattiene dal delitto e sarà pur sempre vero che li trattiene?
Remo